L’Open Geospatial Consortium ha pubblicato LAZ 1.4 come nuovo Community Standard. Il formato di compressione lossless, già ampiamente utilizzato nel settore LiDAR, entra così ufficialmente nell’ecosistema degli standard geospaziali aperti.
La gestione di nuvole di punti sempre più dense rappresenta uno degli aspetti centrali dei moderni workflow geospaziali. Rilievi LiDAR airborne, mobile mapping, laser scanner terrestri, sistemi SLAM e piattaforme di Reality Capture producono quantità di dati che possono rapidamente raggiungere dimensioni considerevoli. In questo scenario, poter comprimere le informazioni senza perdere alcun dato e mantenendo l’interoperabilità tra software differenti è diventato un requisito fondamentale.
L’Open Geospatial Consortium (OGC) ha annunciato il 3 settembre 2026 la pubblicazione di LAZ 1.4 come OGC Community Standard, formalizzando un formato che da anni costituisce uno dei principali strumenti per la distribuzione e l’archiviazione delle point cloud LiDAR.
Da LAS a LAZ: compressione senza perdita di informazione
LAZ 1.4 definisce un sistema di compressione lossless dei dati LAS 1.4. Il formato LAS, sviluppato originariamente nell’ambito ASPRS, è lo standard aperto utilizzato per memorizzare point cloud LiDAR e altri dati tridimensionali organizzati per punti.
LAZ ne mantiene sostanzialmente la struttura, comprimendo soprattutto il blocco contenente i dati dei punti. Header e altre strutture del file LAS rimangono sostanzialmente invariati e, soprattutto, non cambia il significato dei campi contenenti le informazioni originali dei punti.
Il risultato è quindi un file molto più compatto senza ricorrere a tecniche di compressione che eliminino parte dell'informazione. Durante il processo che ha portato alla standardizzazione, OGC indicava per LAZ dimensioni comprese indicativamente tra il 7% e il 25% del volume del corrispondente file LAS, a seconda delle caratteristiche dei dati.
Per dataset costituiti da miliardi di punti, la differenza può tradursi in un risparmio significativo in termini di storage, tempi di trasferimento e infrastrutture necessarie alla distribuzione dei dati.
Accesso ai dati senza decomprimere l’intero dataset
Uno degli aspetti più interessanti dell’architettura LAZ riguarda l'organizzazione dei dati in chunk indipendenti.
Ogni blocco può essere decompresso separatamente dagli altri. Questo permette di accedere a una determinata porzione della point cloud senza dover necessariamente decomprimere l’intero file, rendendo possibile un accesso casuale ai dati con una granularità determinata dalla dimensione dei chunk.
LAZ 1.4 supporta inoltre i Point Data Record Format da 6 a 10 introdotti con LAS 1.4. Per questi formati i chunk possono essere ulteriormente organizzati in layer contenenti differenti sottoinsiemi di campi. Un’applicazione può quindi leggere determinate informazioni evitando, quando possibile, di decomprimere dati non necessari.
È una caratteristica particolarmente interessante per le architetture di elaborazione moderne, nelle quali le point cloud vengono progressivamente utilizzate attraverso servizi cloud, applicazioni web, Digital Twin e sistemi di analisi automatizzata.
Da standard de facto a standard OGC
L’importanza dell’annuncio sta anche nella storia di LAZ.
LASzip, implementazione open source alla base del formato, venne sviluppata tra il 2007 e il 2010 da Martin Isenburg, fondatore di rapidlasso e figura di riferimento nello sviluppo degli strumenti per l’elaborazione dei dati LiDAR.
Nel corso degli anni LAZ è diventato di fatto uno dei formati di compressione più utilizzati nel settore e il relativo supporto è stato integrato in gran parte degli strumenti software dedicati alla gestione delle point cloud.
La pubblicazione come Community Standard OGC rappresenta quindi un passaggio particolare: uno standard nato dall'utilizzo concreto della comunità geospaziale viene formalmente inserito nel sistema internazionale degli standard aperti.
L'implementazione open source rimane disponibile attraverso la libreria LASzip; OGC indica come versioni di riferimento per la specifica LAZ 1.4 le release 3.4.3 e 3.4.4 della libreria.
Perché la standardizzazione di LAZ conta
Nel settore geospaziale il problema non è ormai soltanto acquisire point cloud sempre più dense. Occorre poterle archiviare, trasferire, elaborare e condividere nel tempo, evitando che i dataset rimangano vincolati a singole piattaforme proprietarie.
La formalizzazione di LAZ 1.4 rafforza quindi un elemento essenziale della filiera LiDAR: la possibilità di utilizzare un formato documentato, interoperabile e implementabile indipendentemente dal produttore dello strumento o del software utilizzato.
La questione diventa ancora più rilevante con la crescita della Reality Capture e dei Digital Twin. Scanner terrestri, mobile mapping, UAV e sistemi LiDAR airborne possono ormai generare enormi quantità di informazioni tridimensionali; allo stesso tempo queste informazioni devono essere utilizzabili da GIS, software BIM, piattaforme cloud, sistemi di visualizzazione 3D e algoritmi di Intelligenza Artificiale.
In questo contesto la standardizzazione dei formati non è un elemento secondario del workflow: diventa parte dell’infrastruttura necessaria a rendere realmente interoperabili i dati geospaziali 3D.
Con LAZ 1.4, un formato già largamente adottato dalla comunità LiDAR acquisisce ora anche il riconoscimento formale dell’Open Geospatial Consortium.
Fonte: Open Geospatial Consortium (OGC), Lidar News.

