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Dietro le quinte del Monte Everest in 3D

Monte Everest

Un modello tridimensionale del Monte Everest ad altissima risoluzione permette di esplorare in modo fotorealistico la vetta più alta della Terra. Il progetto combina immagini aeree, dati satellitari e tecnologie avanzate di elaborazione 3D, arrivando a una risoluzione fino a 20 centimetri per pixel.

Sviluppato dall'azienda tedesca 3D RealityMaps, il progetto (accessibile al link https://og.realitymaps.de/everest-making-of/) si basa sulla fusione di dati satellitari ottici e immagini aeree catturate a oltre 9.000 metri di quota, offrendo una mappa virtuale con una definizione senza precedenti, pari a 20 centimetri per pixel.

Il cuore scientifico della missione sul campo si è basato sulla straordinaria impresa del Mountain Wave Project (MWP). Il team è riuscito a condurre un volo di ricerca ad alta quota sopra l'Everest utilizzando una piattaforma d'eccezione: lo Stemme S10 VT.
Si tratta di un motoaliante ad altissime prestazioni aerodinamiche, ottimizzato per decollare autonomamente anche da semplici e impervie piste di montagna, ma capace di sfruttare le "onde d'aria" generate dal vento che si infrange sulle catene montuose per veleggiare a quote stratosferiche senza l'ausilio del motore. Questa stabilità di volo ha fornito la base perfetta per ospitare a bordo una suite di sensori e fotocamere ad altissima tecnologia che altrimenti non avrebbero potuto operare in condizioni così estreme.

Le immagini ultra-nitide che compongono la mappa tridimensionale non sono semplici fotografie aeree. Per catturare i ripidi pendii ghiacciati della cascata di ghiaccio del Khumbu, le pareti verticali della sella sud e la vetta dell'Everest, l'Istituto di Ricerca Planetaria del DLR (il Centro Aerospaziale Tedesco) ha messo in campo il sistema di fotocamere MACS (Modular Airborne Camera System).
Questa tecnologia è frutto della ricerca spaziale. Infatti, gli algoritmi di elaborazione stereoscopica utilizzati derivano dai software sviluppati originariamente per la missione Mars Express dell'ESA, impiegati per mappare in 3D i vulcani giganti del Pianeta Rosso.

Il sistema MACS è stato calibrato appositamente per gestire i contrasti di luce accecanti della neve himalayana e la rarefazione atmosferica, restituendo immagini con una risoluzione a terra impressionante, ossia fino a 20 centimetri per pixel. I dati raccolti in volo sono stati poi fusi e integrati con i rilievi dei satelliti ottici commerciali di osservazione della Terra (WorldView di DigitalGlobe), coprendo l'intera catena montuosa con un livello di dettaglio fino a 400 volte superiore rispetto alle normali mappe satellitari a bassa risoluzione.

La precisione millimetrica della ricostruzione 3D permette di monitorare i ghiacciai, prevedere i rischi naturali e supportare il Soccorso Alpino.

Dal punto di vista informatico, RealityMaps ha integrato nel suo visualizzatore la tecnologia CesiumJS, un motore di mappatura 3D open-source basato su JavaScript. Grazie a un sistema intelligente di compressione e streaming dei geodati, l'applicazione carica i dettagli del terreno e le texture fotorealistiche solo dove l'utente sta guardando, garantendo fluidità nei movimenti fisici, simulazioni di volo e rendering in tempo reale anche su dispositivi consumer.


Approfondimento GEOmedia

La misura dell'Everest è anche una storia di geodesia e posizionamento satellitare. GEOmedia ha raccontato la determinazione congiunta sino-nepalese della nuova altezza ufficiale della montagna nell'articolo 8848,86 metri è la nuova e definitiva altezza del Monte Everest.

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