Nelle scorse settimane GEOmedia ha provato a raccontare proprio questa presenza quasi invisibile della geodesia nella vita quotidiana attraverso le vignette realizzate nell’ambito dell’iniziativa Geodesy Cartoons di IAG e GGOS.
Abbiamo visto perché senza GNSS anche trovare la direzione può diventare complicato, perché stabilire un riferimento verticale globale è tutt’altro che banale e perché persino una domanda apparentemente semplice come “il livello del mare sta davvero salendo?” richiede osservazioni geodetiche precise e confrontabili nel tempo.
Questa volta saliamo ancora più in alto.
Quanto è alta davvero una montagna?
8.848,86 metri. Ma rispetto a cosa?
La vignetta The New Height of Qomolangma (Mt. Everest) prende spunto dal caso della montagna più alta della Terra.
Nel dicembre 2020 Cina e Nepal annunciarono congiuntamente una nuova altezza ufficiale dell’Everest: 8.848,86 metri, riferita alla superficie innevata della vetta.
Potrebbe sembrare strano. Una montagna dovrebbe avere un’altezza ben definita.
E invece, come spesso accade quando entra in gioco la geodesia, dietro un numero apparentemente semplice c’è un intero sistema di misure, modelli e convenzioni.
Il livello del mare non è una linea perfettamente orizzontale
Dire che una cima si trova a una certa altezza “sul livello del mare” è infatti una comoda semplificazione.
È un tema che abbiamo già incontrato su GEOmedia parlando del riferimento verticale globale: la direzione del “su” è legata al campo di gravità terrestre e non semplicemente alla geometria di una sfera ideale.
La Terra non è una sfera perfetta e neppure il suo campo gravitazionale è uniforme. Per rappresentare una superficie fisica di riferimento viene utilizzato il geoide, una superficie legata al campo di gravità terrestre e concettualmente vicina al livello medio globale dei mari.
Ed è proprio questo legame fra gravità, quota e livello del mare che rende possibile confrontare misure effettuate in luoghi e momenti differenti.
Lo abbiamo visto anche nell’articolo GEOmedia “Il livello del mare sta davvero salendo? La geodesia ci aiuta a scoprirlo”, dove mareografi, GNSS e osservazioni satellitari devono essere integrati per distinguere ciò che accade realmente agli oceani dai movimenti della crosta terrestre.
Il GNSS misura un’altra altezza
Un ricevitore GNSS determina invece inizialmente la propria posizione rispetto a un modello geometrico della Terra: l’ellissoide.
La quota ottenuta dai satelliti e quella che normalmente intendiamo come “altezza sul livello del mare” non sono quindi automaticamente la stessa cosa.
Passare dall’una all’altra richiede modelli del geoide, osservazioni gravimetriche e sistemi di riferimento coerenti.
Dietro il semplice numero che compare sul display di un ricevitore GNSS esiste dunque la stessa infrastruttura scientifica che abbiamo raccontato nella vignetta “No GNSS – No Direction: quando la geodesia ci aiuta a non perderci”: satelliti, orbite, sistemi di riferimento, tempo e modelli della Terra lavorano insieme per trasformare segnali radio in una posizione.
La montagna è la stessa. Può cambiare il numero
Non significa necessariamente che l’Everest cresca o diminuisca ogni volta che viene pubblicata una nuova misura.
Possono migliorare gli strumenti. Possono migliorare i modelli del campo gravitazionale. Possono essere armonizzati i sistemi di riferimento. Possono cambiare le tecniche con cui viene definita e osservata la superficie della vetta.
E naturalmente anche la Terra stessa è dinamica.
Il numero che scriviamo accanto al nome di una montagna è quindi il risultato di una relazione fra Terra reale, strumenti, modelli e riferimenti geodetici.
Una relazione che va ben oltre l’Everest. Come abbiamo ricordato recentemente su GEOmedia nell’approfondimento “Geodesia, l’infrastruttura invisibile da cui dipendono satelliti, reti e servizi digitali”, sistemi di riferimento accurati sono alla base del posizionamento satellitare, della cartografia, dell’osservazione della Terra, del monitoraggio ambientale e di una parte enorme dei servizi digitali che utilizziamo ogni giorno.
Una piccola domanda da portare in vacanza
La prossima volta che durante un’escursione incontreremo un cartello con scritto:
Quota 2.436 m
potremo quindi aggiungere mentalmente una piccola domanda:
2.436 metri rispetto a quale riferimento?
Probabilmente non servirà a rendere meno faticosa la salita.
Ma potrebbe farci guardare quel numero con occhi diversi.
Ed è forse questo il bello della geodesia: riesce a nascondersi dietro alcune delle cose che consideriamo più ovvie — sapere dove siamo, quanto è lontano un luogo o quanto è alta una montagna.
Anche quando siamo in vacanza.
Buone vacanze dalla redazione di GEOmedia.
Per continuare la lettura su GEOmedia
- Il Cartoon della Settimana: Geodesia e il riferimento verticale globale
Perché definire un sistema altimetrico comune è essenziale per quote, infrastrutture, GNSS e osservazione della Terra. - Il livello del mare sta davvero salendo? La geodesia ci aiuta a scoprirlo
Mareografi, GNSS e satelliti per distinguere le variazioni degli oceani dai movimenti del terreno. - No GNSS – No Direction: quando la geodesia ci aiuta a non perderci
Cosa si nasconde dietro il puntino blu che utilizziamo ogni giorno sullo smartphone. - Geodesia, l’infrastruttura invisibile da cui dipendono satelliti, reti e servizi digitali
Un approfondimento sul ruolo della geodesia come infrastruttura fondamentale della società digitale.
