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Fotogrammetria UAV, GNSS e GIS per mappare un cimitero: quando la geomatica diventa servizio alla comunità

Rilievo fotogrammetrico UAV con punti GNSS e database GIS per la mappatura cartografica di un cimitero
Fonte immagine: Zucatelli, G. F.; Centeno, J. A. S., “Integration of UAV-GNSS-GIS Technologies in a University Extension Project for Religious Cemetery Management”, ISPRS Annals, 2026, CC BY 4.0.

Open Geomatics – Uno studio open access pubblicato negli ISPRS Annals mostra come fotogrammetria UAV, rilievo GNSS e GIS possano produrre cartografia di precisione per la gestione di un cimitero storico in Brasile.

La geomatica non è soltanto una disciplina per grandi infrastrutture, smart city o modelli digitali complessi. In molti casi, il suo valore emerge con forza proprio nei contesti locali, dove la disponibilità di dati spaziali accurati può migliorare la gestione di luoghi, archivi, servizi e memorie collettive. È il caso di uno studio open access pubblicato negli ISPRS Annals of the Photogrammetry, Remote Sensing and Spatial Information Sciences, dedicato alla mappatura del cimitero della Martin Luther Church a Ibirama, in Brasile.

Il lavoro presenta un progetto di estensione universitaria finalizzato a migliorare la documentazione spaziale del cimitero attraverso l’integrazione di tre componenti: fotogrammetria UAV, rilievo GNSS ad alta precisione e mappatura GIS. Il risultato non è solo una mappa, ma un sistema informativo capace di collegare geometrie, ortofoto e dati descrittivi relativi alle sepolture.

Il caso è interessante perché mostra una geomatica concreta, accessibile e replicabile. Gli autori hanno utilizzato una strategia di volo multi-quota, con acquisizioni a 30, 50 e 80 metri, integrate da una rete di nove Ground Control Point. Questo ha permesso di generare ortofoto ad alta risoluzione e un modello digitale di superficie, verificando poi l’accuratezza tramite 24 checkpoint indipendenti.

La parte cartografica è particolarmente significativa. L’ortofoto a maggiore risoluzione, con Ground Sampling Distance di 1,4 centimetri, è stata utilizzata per digitalizzare manualmente 1.112 tombe. Questi elementi sono stati poi collegati a un database contenente 1.594 record di sepoltura. In questo modo, la rappresentazione spaziale diventa uno strumento di consultazione, gestione e conservazione della memoria.

Per chi lavora nella geomatica, il valore del paper sta nel metodo. Non si tratta soltanto di dimostrare che un drone può produrre immagini dettagliate, ma di costruire un workflow completo: rilievo, controllo, ortorettifica, digitalizzazione, database e restituzione GIS. La componente GNSS garantisce il riferimento metrico, la fotogrammetria fornisce la base geometrica e visiva, mentre il GIS consente di strutturare e interrogare le informazioni.

Il tema è utile anche per le pubbliche amministrazioni e per i piccoli enti che gestiscono patrimoni locali. Molti cimiteri, archivi storici, aree monumentali o spazi pubblici minori non dispongono di una cartografia aggiornata e interrogabile. L’approccio presentato nel paper dimostra che, con tecnologie relativamente accessibili, è possibile produrre dati cartografici di qualità e trasformarli in strumenti di gestione.

Questo tipo di lavoro richiama anche una dimensione spesso sottovalutata della geomatica: la sua funzione civica. Mappare un cimitero significa organizzare informazioni, facilitare la ricerca delle sepolture, supportare la manutenzione, documentare lo stato dei luoghi e conservare un patrimonio di memoria familiare e comunitaria.

Naturalmente, la replicabilità del metodo richiede attenzione. Non basta acquisire immagini con un drone. Servono punti di controllo ben distribuiti, misure GNSS affidabili, procedure di validazione, criteri di digitalizzazione coerenti e un database ben strutturato. La precisione del prodotto finale dipende dalla qualità dell’intero processo.

Per GEOmedia, questo studio rappresenta bene lo spirito di Open Geomatics: prendere un articolo scientifico open access e raccontarlo come esempio pratico di innovazione applicata. La ricerca, in questo caso, non resta confinata all’ambito accademico, ma suggerisce un modello operativo per tecnici, Comuni, comunità religiose, gestori di patrimoni locali e professionisti del territorio.

La lezione è semplice: la geomatica produce valore quando rende lo spazio leggibile, misurabile e interrogabile. Anche un cimitero, se documentato con metodo, può diventare un sistema informativo territoriale.

Riferimento bibliografico

Zucatelli, G. F.; Centeno, J. A. S. Integration of UAV-GNSS-GIS Technologies in a University Extension Project for Religious Cemetery Management: A Case Study at Martin Luther Church (Ibirama - Brazil)ISPRS Annals of the Photogrammetry, Remote Sensing and Spatial Information Sciences, X-3/W4-2025, 387–391, 2026. https://doi.org/10.5194/isprs-annals-X-3-W4-2025-387-2026 https://isprs-annals.copernicus.org/articles/X-3-W4-2025/387/2026/

Nota redazionale

L’articolo è presentato da GEOmedia in forma divulgativa. Il testo non riproduce il paper originale, ma ne racconta obiettivi, metodo e rilevanza applicativa per la comunità geomatica.

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